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venerdì 12 luglio 2013
Rispondi & Vinci
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lunedì 17 giugno 2013
giovedì 30 maggio 2013
Uno Studio Dimostra Che Le Malattie Genetiche Nei Cani Non Sono Legate Alla Razza.
Un recente studio condotto dalla University of California sfata una credenza di lunga data secondo la quale i cani di razza sarebbero più inclini ad essere colpiti da malattie genetiche rispetto ai cani di razza mista.
I risultati dello studio, pubblicati online nel numero di giugno del Journal of American Veterinary Medical Association, potrebbero rivelarsi determinanti nella prevenzione e nel trattamento di alcune Patologie.
Nel corso dello studio, i ricercatori hanno valutato le cartelle cliniche di più di 90.000 cani di razza e di razza mista che sono stati esaminati in una clinica Veterinaria dell'università tra il 1995 e il 2010. Di quei cani, C.ca 27.254 sono stati individuati per avere almeno una tra le più comuni patologie genetiche, che comprendono varie neoplasie, cardiache, malattie endocrine e ortopediche. Questi disturbi sono stati isolati per la ricerca. I risultati hanno mostrato che l'incidenza di 13 dei 24 disturbi genetici era approssimativamente la stessa nei cani sia di razza pura che in quelli di razza mista. Dieci delle più frequenti patologie sono state trovate più frequentemente in cani di razza, nonostante una delle patologie fosse più comune in cani di razza mista. Ad esempio, la displasia del gomito e La cardiomiopatia dilatativa (detta anche miocardiopatia dilatativa) sono state più comunemente osservate in purosangue, mentre la rottura del legamento crociato craniale era più diffusa tra i cani di razza mista.
Inoltre, i dati hanno rivelato che alcune malattie genetiche, come la displasia del gomito, si riscontrano più spesso nelle razze di nuova derivazione. "Nel complesso, lo studio ha dimostrato che la prevalenza di queste malattie genetiche tra i cani di razza e di razza mista dipende dalla singola condizione specifica e non necessariamente a causa della razza. Questo studio ci deve far riflettere, su come le diverse pratiche di allevamento possano avere un’incidenza nella riduzione di alcune malattie genetiche.
fonte: http://avmajournals.avma.org
martedì 14 maggio 2013
Malattia renale cronica nei cani e nei gatti.
I veterinari hanno molte teorie sul perché così tanti gatti e cani oggi soffrono di malattie renali croniche e insufficienza renale. Inquinamento,alimentazione,vaccinazioni ed età avanzata.In Realtà nessuna ricerca fino ad oggi ha dimostrato che i fattori ambientali causano malattie renali. Comunemente, nei cani e nei gatti anziani si sviluppa una malattia renale cronica (CKD).
I progressi diagnostici, di classificazione e terapeutici sono associati ad una aumentata qualità e quantità della vita. La modificazione alimentare è stata osservata aumentare la sopravvivenza e la qualità della vita comporta una maggior restrizione proteica poiché le diete modificate per l’impiego in presenza di una CKD hanno un contenuto più basso in fosforo e sodio e sono piene di potassio e vitamina B e alcalinizzanti e contengono n3 acidi grassi. Inoltre, la diagnosi ed il trattamento di malattie associate ad una CKD come l’ipertensione arteriosa sistemica, la proteinuria e l’anemia giovano ai pazienti.
mercoledì 24 aprile 2013
Impiego di una emulsione lipidica endovenosa per il trattamento di certi casi di avvelenamento nei piccoli animali.
Le infusioni di emulsioni lipidiche (ILE) intravenose stanno diventando una modalità di trattamento d’emergenza nella gestione delle intossicazioni di pazienti veterinari.I vantaggi di una ILE comprendono un apparente ampio margine di sicurezza, un costo relativamente basso, una lunga emi-vita e una facile somministrazione. Sulla base di un numero limitato di casi e di segnalazioni aneddotiche, le ILE si sono dimostrate promettenti nel trattamento delle intossicazioni da una varietà di agenti lipofili, comprendenti farmaci e pesticidi. In medicina veterinaria sono necessari più studi per determinare i protocolli posologici ottimali ed identificare i potenziali effetti indesiderati dall’uso come antidoto dell’ ILE.
giovedì 18 aprile 2013
Valutazione ed applicazione clinica del test di funzionalità piastrinica nella clinica dei piccoli animali.

I test che valutano molti aspetti della funzione piastrinica sono stati applicati sia alla medicina umana che veterinaria per monitorare il trattamento con inibitori della funzione piastrinica e individuare le alterazioni della funzione piastrinica.
Una variazione interspecifica nella risposta ai vari agonisti piastrinici è una importante considerazione quando ad altre specie vengono applicati i metodi sviluppati per l’uomo. Molti di questi test non sono disponibili nella pratica standard veterinaria. I test avanzati della funzione piastrinica per i pazienti veterinari sono disponibili presso strutture accademiche selezionate. Si raccomanda di consultare uno specialista quando si prende in considerazione l’impiego di questi test e nella interpretazione dei risultati di queste prove si dovranno considerare sia la loro forza che le limitazioni.
venerdì 5 aprile 2013
Scoperto Il Super Olfatto Per I Cani Poliziotto.
I Cani si sa grazie al loro fiuto sono in grado di scoprire bombe, armi, droga e già da qualche tempo anche di individuare la presenza di malattie come il diabete o i tumori.
Questi eroi a 4 zampe grazie al loro fiuto salvano tante persone, ed è per questo che alcuni esperti della Cornell University si sono dedicati allo studio di una dieta ideale per questi animali, riscontrando che diminuendo le proteine ed aumentando i grassi, i cani aumentino il loro fiuto.
Questo tipo di dieta favorisce l’abbassamento della temperatura nei cani, che quindi dopo uno sforzo come per esempio una corsa, saranno meno ansimanti, e quindi più prestanti sul piano olfattivo. Gli studi compiuti fino ad oggi mostrano che l’accuratezza olfattiva dei cani, nell'individuare sostanze sospette è precisa al 70% ma il gruppo di ricercatori ha dimostrato che diminuendo le proteine ed aumentando i grassi , si può arrivare al 90%.
I Cani per digerire le proteine aumentano la temperatura del loro corpo, quindi aumentano anche il respiro, che diminuisce la loro capacità di fiutare pericoli. L’esperimento è durato 18 mesi con un campione di 17 cani, come grasso è stato utilizzato olio di mais ricco di grassi polinsaturi e questi grassi hanno già dimostrato di aumentare la capacità olfattiva dei Cani.
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